Le temperature delle gomme in ACC non sono un semplice “dato in più”—sono un indicatore diretto di quanto efficacemente stai convertendo carico, scorrimento ed energia termica in grip. Il punto è leggere la temperatura giusta (core vs superficie), al momento giusto (dopo il riscaldamento), e interpretare i pattern (interno/medio/esterno), non i singoli valori.
Dove ACC mostra le temperature delle gomme
ACC espone le informazioni sulle temperature delle gomme in tre punti pratici: il widget gomme dell’HUD, la pagina “telemetria” dell’HUD in abitacolo, e i valori O/M/I (Outside/Mid/Inside) nell’interfaccia setup del garage.
Ogni gomma è divisa in sezione interna, media ed esterna. Capire come la temperatura è distribuita tra queste zone è il primo passo per leggere il comportamento della gomma e identificare come il grip viene utilizzato in pista.
Nel widget gomme dell’HUD, le temperature sono tipicamente comunicate tramite una banda cromatica di calore/surriscaldamento, mentre i tre segmenti per ogni gomma corrispondono al comportamento O/M/I (utile per individuare gli effetti del carico laterale e dell’assetto).
Se vuoi vedere la suddivisione chiaramente mentre guidi, puoi scorrere l’HUD fino alla pagina telemetria come soluzione alternativa, nei casi in cui le schermate ai box o in garage non conservino in modo affidabile i valori dell’“ultimo giro”.
Per il lavoro di setup, la posizione più sottovalutata è l’interfaccia Setup: le temperature O/M/I nel setup UI sono progettate per essere vicine alle temperature di superficie, e possono essere verificate ai box (e anche mettendo in pausa a metà curva per osservare la diffusione del calore).
Quando le temperature delle gomme contano
La prima regola: non giudicare le gomme al giro 1.
Anche con le coperte termiche, è necessaria una breve finestra affinché la temperatura della carcassa e del core, il calore dei freni e il bilanciamento aerodinamico si stabilizzino in qualcosa di ripetibile.
I dati di temperatura delle gomme sono inaffidabili nei giri iniziali: le temperature superficiali oscillano rapidamente mentre la temperatura del core è ancora in fase di stabilizzazione.
Solo dopo alcuni giri consistenti i dati riflettono il comportamento reale della gomma e il grip effettivamente disponibile.
Un workflow pratico per le sessioni di prove libere e qualifiche è il seguente:
- Giro di uscita: costruisci il calore progressivamente; evita angoli di sterzo estremi e wheelspin eccessivo (generano picchi superficiali che traggono in inganno).
- Giri 2–3: spingi a un ritmo vicino al target per stabilizzare la carcassa e il core.
- Dopo il giro 3–4: inizia a interpretare il divario O/M/I e il bilanciamento per assale come segnali di setup “reali”.
Il comportamento delle gomme in ACC evolve con gli aggiornamenti della fisica, motivo per cui le regole più vecchie possono smettere di essere affidabili nel tempo.
Come appare una distribuzione “corretta” in ACC: finestre operative e distribuzioni O/M/I
ACC definisce una baseline chiara: la finestra operativa della temperatura del core si colloca approssimativamente tra i 70 e i 100°C, con il core che tende a stabilizzarsi intorno agli 80–90°C una volta a regime.
Ma ACC modella anche la temperatura superficiale separatamente. È normale che la superficie scenda nei rettilinei lunghi e picchi sotto carichi combinati elevati. Grandi variazioni nell’arco del giro sono fisiologiche.
mentre grandi differenze evidenziano concentrazione del carico e perdita di prestazione.
Quindi l’obiettivo non dovrebbe essere mantenere un valore superficiale fisso. Punta invece a una distribuzione O/M/I costante.
Mantenere la differenza di temperatura attraverso la gomma entro un range limitato aiuta a garantire che l’impronta a terra lavori in modo efficiente e che il carico sia distribuito correttamente.
Come interpretare il pattern:
- Interno molto più caldo dell’esterno: la gomma è sovraccaricata sulla spalla interna, spesso legato all’assetto o alla concentrazione del carico.
- Esterno più caldo dell’interno: la gomma sta rotolando sulla spalla esterna, di solito a causa del bilanciamento o dello stile di guida.
- Medio significativamente diverso dai bordi: un segnale strutturale che la gomma non sta lavorando in modo uniforme—questo deve essere trattato come un campanello d’allarme, non come una diagnosi definitiva.
Cosa rivela davvero la temperatura sul grip
La fisica dietro la temperatura delle gomme è semplice: all’aumentare della temperatura, la gomma diventa più compliante e può generare più grip—fino a un certo punto.
Il grip della gomma aumenta con la temperatura fino a una finestra ottimale, per poi calare quando il surriscaldamento riduce l’efficienza.
La prestazione massima si ottiene rimanendo in questo range ristretto, non andando più in temperatura.
Oltre quel punto, la prestazione cala. Il calore eccessivo porta a una riduzione dell’efficienza, più scivolamento, e un circolo vizioso in cui il calore genera ancora più scorrimento.
Questo significa che la temperatura non è un indicatore lineare del grip. Più calore non significa automaticamente più prestazione.
Il concetto chiave è che la temperatura è una conseguenza, non una causa. Riflette come la gomma viene utilizzata, non cosa dovrebbe essere modificato direttamente.
Conclusione
Le temperature delle gomme non sono semplici numeri da mantenere entro un range.
Sono un modo per capire come la vettura sta utilizzando il grip disponibile. Se le leggi troppo presto, ti ingannano. Se le osservi in isolamento, ti dicono molto poco.
Ma se le analizzi nel momento giusto e ti concentri sui pat